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Il comune di Divignano appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Castello (Sec. XIV)

Nome Descrizione
Indirizzo Centro del Paese
Apertura Proprietà Privata - Visibile solo dall'esterno
Pubblicazioni G. Balosso, S. Tosi, Divignano, Novara, 1980
G. Andenna, Andar per Castelli. Da Novara tutt'intorno, Torino, 1982

a cura di Annalisa Pilati


A testimonianza visibile di un passato largamente condizionato dalla presenza della proprietà signorile in Divignano è rimasto il castello: simbolo e documento nello stesso tempo di questi ultimi cinquecento anni di storia.
Del castello, come succede del resto per quasi tutte le costruzioni consimili, non si hanno notizie dirette dell'epoca d'impianto, non si hanno notizie dirette dell'epoca d'impianto; dovrebbe risalire ad un periodo compreso fra la signoria di Filippo Borromeo (1454-64) e il 1489.
La fortezza quadrata di Divignano, a ben osservarla lungo il lato nord, quello che si è conservato nelle sue originarie strutture del Quattrocento, determina un'impressione di solidarietà ed eleganza.
Le due torri angolari, vaste e fortemente scarpate, sono rese più gentili dalle finestre ad arco acuto, incorniciate dal rosso cotto delle formelle decorate: i profili sporgenti di cinque grandi camini scandiscono l'alternanza delle sale, che ricevono la luce da altrettante finestre gotiche lungo tutto il braccio settentrionale.
La sommità delle torri è decorata, proprio sotto il cammino di ronda, dal consueto motivo a dente di sega.
Il complesso oggi visibile risulta come l'insieme di due diverse fasi costruttive, una verso nord di impianto originario e l'altra di ripristino.
Il secondo intervento, settecentesco, che ha comportato l'abbattimento di tre lati della fortezza, non si è inserito nei livelli di altezza della prima fase, ma è risultato sopraelevato di almeno 2,5 m rispetto ai piani della struttura originaria.
Quando, agli inizi del Settecento, si distrussero i tre corpi perimetrali i detriti non furono asportati e il loro accumolo determinò l'innalzamento del livello di calpestio. Fu invece mantenuta, pur trasformandola, la torre angolare di sud-ovest ove appaiono ancora i segni di quattro bifore, anche se tamponate per motivi di stabilità.
Il castello fu completamente innalzato e finito nel suo impianto quadrangolare già nel periodo gotico ed ebbe non solo funzioni residenziali, ma anche utilizzazione militare.
L'unica ala rimasta dell'antico edificio insieme con la torre di sud-ovest, è quella residenziale a nord che disponeva di due ordini di gallerie a volta; sopra le gallerie, il piano di rappresentanza consisteva in due ampi saloni di torre e forse di tre sale intermedie, tutti locali caminati.
Purtroppo i bei camini settecenteschi furono asportati e sostituiti con rifacimenti approssimativi, mentre si sono conservati i soffitti a cassettoni delle sale e la bella volta unghiata della sala della torre di piazza.

Il castello è posto nel centro del paese, su un'altura che domina la valle sottostante e parte dell'abitato.
La presenza di un castello o "castrum" è già menzionata nel 1191 ma pare che l'edificazione dell'attuale fortilizio sia databile tra il 1454-1464 e il 1489, cioè fra la signoria di Filippo Borromeo e quello dei suoi figli, Giovanni e Vitaliano.
Con certezza si sa che nel 1493 la costruzione e il fondo passarono in eredità a Ludovico Visconti Borromeo. L'antica fortezza quadrata si presenta, nella parte posta a nord, con le forme eleganti e solide proprie dell'originaria struttura quattrocentesta, con belle finestre ad arco acuto ingentilite dalle decorazioni in cotto.
L'aspetto attuale del castello è il risultato di vari rimaneggiamenti avvenuti nel corso dei secoli: il più importante risale al Settecento.
La nuova riedificazione, voluta da Giulio Visconti Borromeo Arese, avvenne sui cumuli di macerie a seguito della demolizione di tre lati del fortilizio, che ne determinarono una sopraelevazione rispetto alla struttura originaria.
All'interno, di pregio sono i soffitti a cassettoni, alcuni dei quali dipinti con motivi geometrici e floreali.
Da segnalare, inoltre, le volte ad unghie achiacute che decorano alcune sale. Ora il castello è proprietà privata.

Testo 1Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese - Volume 16 Da Varallo Pombia tutt'intorno"
Provincia di Novara 1998.

Testo 2 Tratto da:
Guida Turistica e Atlante Stradale Provincia di Novara
Assessorato al Turismo - Legenda srl Novara
(Domodossola 1991)